Attenzione!
Questa pagina è dedicata all’utilizzo di personale civile non qualificato e, pertanto, non contiene:
Se siete ingegneri, fisici o matematici rimarrete molto delusi e faticherete a seguire la spiegazione. Ci sono documenti che spiegano tutta la parte tecnica, basta cercarli con un qualsiasi motore di ricerca.
Questa spiegazione è destinata a esseri umani e, in particolare, fotografi senza conoscenze di matematica, fisica, illuminotecnica o altro!
Prima di tutto HDRI significa High Dynamic Range Imaging e cioè creazione e gestione di immagini con un alto Dynamic Range. Cos’è il Dynamic Range? E`, in soldoni, la differenza di luminosità tra il punto più luminoso ed il meno luminoso in una scena.
Chiariamo subito le idee con un banale esempio: vi è mai capitato di voler scattare una foto ad una stanza illuminata da una bella finestra?
Se vi è capitato, sarete rimasti male per uno di questi due motivi:
Eppure guardando la scena ad occhio nudo potete distinguere sia la stanza che il panorama contemporaneamente!
Questo accade perché le macchine fotografiche digitali e le pellicole sono in grado di catturare un Dynamic Range molto inferiore rispetto a quello che è in grado di coprire l’occhio umano
A cosa serve, quindi, l'HDRI? Serve a creare delle immagini che siano il più possibile vicine al reale quantitativo di luminosità presente in una determinata scena.
L’applicazione pratica alla fotografia prevede:
Per chiarire le idee, cosa c’è di meglio di qualche immagine? Andate qua e guardate solo le immagini! Tutto sarà immediatamente più chiaro! :)
Per approfondire l’argomento potete leggere la pagina di Wikipedia al riguardo (la versione inglese è un po’ più polposa) oppure questa interessante FAQ (in inglese, sempre).