Una funzione disponibile su gran parte delle macchine fotografiche digitali e non: in questa modalità sarà possibile impostare una determinata quantità di sovra/sottoesposizione (generalmente mezzo stop o uno), dopodiché, tenendo premuto il pulsante di scatto, verranno scattate in sequenza tre fotografie, la prima delle quali sarà esposta correttamente, la seconda sarà sovraesposta della quantità stabilita, mentre la terza sarà sottoesposta.
In questo modo sarà possibile scegliere l’esposizione venuta meglio, invece di tentare inutilmente di rimediare ad una esposizione non corretta con artifici software “photoshoppici”… ;)
Il crop-factor, nelle macchine digitali, è il valore del rapporto tra la dimensione del fotogramma 35mm classico e quella del sensore della macchina. Ad esempio il crop factor di un sensore 29x19mm è di circa 1.6. Questo parametro influisce sull’angolo di ripresa dell’obiettivo: per avere un’idea dell’angolo di ripresa bisognerà moltiplicare la lunghezza focale dell’ottica per il valore di crop. In questo modo, ad esempio, su una macchina digitale con crop-factor di 1.6 un’ottica 50mm avrà l’angolo di ripresa di un’ottica di 80mm circa.
Digital Single-Lens Reflex. Macchina fotografica digitale reflex.
Differenza tra il punto più luminoso ed il meno luminoso in una scena.
Il formato “raw”, disponibile solo su alcune macchine digitali, salva i dati grezzi recepiti dal sensore: questo significa che vengono immagazzinate nel file molte più informazioni, rispetto a quelle che è possibile salvare in un JPG, che è limitato a 8 bit, cioè 256 livelli di sfumatura per ognuno dei tre colori: Rosso, Verde, Blu.
Grazie alla maggior quantità di informazioni salvate, sui file RAW è possibile lavorare con maggior libertà in post-produzione, aumentando o diminuendo via software l’esposizione, il bilanciamento del bianco, la correzione dei toni e molto altro.
Sono dette Full Frame le macchine fotografiche digitali che dispongono di un sensore di grandezza pari al fotogramma 35mm classico (24x36mm).
La grana della pellicola (da non confondere col rumore digitale) è data dalla forma e dalla grandezza dei grani di alogenuri d’argento presenti nella pellicola stessa: grani grossi (pellicole ad alta sensibilità) danno una grana più grossa e grezza, mentre grani piccoli (pellicole a bassa sensibilità) danno una grana fine e una definizione maggiore.
High Dynamic Range Imaging, creazione e manipolazione di immagini con un ampio Dynamic Range. Leggi maggiori dettagli su Che cos'è un'immagine HDR!
L’elemento fotosensibile (pellicola o sensore che sia) viene impressionato dalla luce che passa attraverso l’otturatore aperto.
La lunghezza focale è la distanza tra il punto nodale posteriore ed il piano della pellicola (o del sensore).
Il termine “megapixel” indica da quanti milioni di pixel è formato il sensore di una macchina fotografica digitale. Questa quantità è legata solo in parte alla qualità finale dell’immagine ed è molto importante per la grandezza massima delle stampe che potremo ottenere da una determinata foto digitale. Di seguito è riportata una tabella (fonte: servizio di stampa online Fuji) delle risoluzioni di stampa e relative risoluzioni del sensore:
| Formato di stampa | Altezza Pixel | Larghezza Pixel | Megapixel |
| 10x13 | 1.200 | 1.600 | 1.9 |
| 10x15 | 1.200 | 1.800 | 2.2 |
| 11x14 | 1.200 | 1.600 | 1.9 |
| 11x15 | 1.800 | 2.400 | 4.3 |
| 11x16 | 1.200 | 1.800 | 2.2 |
| 12x16 | 1.500 | 2.000 | 3.0 |
| 12x18 | 1.500 | 2.250 | 3.4 |
| 13x17 | 1.500 | 2.000 | 3.0 |
| 13x18 | 1.500 | 2.000 | 3.0 |
| 13x19 | 1.500 | 2.250 | 3.4 |
| 15x20 | 1.800 | 1.350 | 2.4 |
| 15x23 | 1.800 | 2.700 | 4.9 |
| 20x27 | 2.400 | 3.200 | 7.7 |
| 20x30 | 2.400 | 3.600 | 8.6 |
| 23x30 | 2.400 | 3.200 | 7.7 |
| 30x40 | 2.400 | 3.200 | 7.7 |
| 30x45 | 2.400 | 3.600 | 8.6 |
E` comunque possibile ottenere stampe di 30x45 anche da immagini a 2mpixel, ma la qualità sarà piuttosto scarsa.
Tecnica spesso *utilizzata per ridurre (parzialmente) lo Shutter Lag*.
Il punto in cui si incontrano i raggi in uscita dall’obiettivo con l’asse ottico.
Il termine rumore, in fotografia, si riferisce alla presenza di una grana di pixel disposti a caso che causano la riduzione di qualità dell’immagine. Il rumore in una foto digitale aumenta in base alla sensibilità ISO ed alla durata dell’esposizione.
Si misura in valori ISO (ad es. ISO 100/21°), che comprendono una parte proveniente dalla scala ASA (100) ed una proveniente dalla scala DIN (21°). Comunemente viene utilizzato il termine ISO anche se viene utilizzata solo la prima parte: 100 ISO sta per ISO 100/21°.
I valori più utilizzati sono 50, 100, 200, 400, 800, 1600 e 3200. Ad ogni passo successivo la sensibilità raddoppia.
Il ritardo tra la pressione del tasto di scatto e la cattura dell'immagine; sulle digitali più economiche (o datate) può arrivare ad un secondo ed oltre. E` possibile provare a ridurlo con la tecnica del Pre-Focus.
Una tecnica che permette di approssimare l’aspetto di una immagine HDR per adattarlo ad un media (stampa, schermo) che non è in grado di mostrare l’intero dynamic range dell’immagine di partenza. Vedi anche Tone Mapping su Wikipedia (inglese).
Lo zoom digitale, disponibile su gran parte delle macchine fotografiche digitali, viene realizzato tramite software, ingrandendo o riducendo l’immagine che viene recepita dal sensore della macchina. Questo metodo di zoom permette di raggiungere distanze notevoli, tuttavia riduce drasticamente la qualità dell'immagine.
Lo zoom ottico è l’ingrandimento dell’immagine ottenibile tramite l’allungamento della focale dell’obiettivo della macchina fotografica (ad es.: obiettivi 38-380mm “zoom”).
Sulla scatola la dicitura sarà simile a "Zoom ottico 8x". Cosa significa? Semplicemente, va moltiplicato 8 per 35 per ottenere la lunghezza focale massima, in questo caso l’equivalente di un tele 280mm su una macchina 35mm.